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La notte continua, le atmosfere “pulp” di Isabella Santacroce

Isabella Santacroce ha all’attivo nove libri e la sua posizione nella letteratura contemporanea italiana è ormai consolidata. Di lei si sa poco, nasce a Riccione nel 1970, frequenta il Dams di Bologna ed inizia la sua carriera letteraria con Fluo: Storie di giovani a Riccione.

Luminal, il terzo libro, è stato pubblicato da Feltrinelli nel ’98. Il volume non si discosta dello stile de precedenti lavori definito dai critici  pulp, post-pulp, visionario, allucinogeno. In realtà, guardando anche alle opere successive, la Santacroce non si può definire in modo preciso sebbene esistano elementi ricorrenti nella trama e nei suoi personaggi.

In Luimina troviamo Demon e Davi, due ragazze che vivono solo per la “Notte” ( e la maiuscola non è un caso)  e per il Luminal, una droga dello spirito. Questi personaggi fragili e lucenti si muovono per Zurigo, Berlino e Amburgo in un continuo di  locali a luci rosse, taxi e ville di ricchi eccentrici. La loro storia viene raccontata in modo confuso, massacrando l’italiano e avvicinandosi molto ad una poesia in prosa. Questo stile ruvido però ben si adatta alle vicende raccontate con un fiorire di personaggi secondari che completano una trama inesistente. La Santacroce forse si prende sempre troppo sul serio ma questo libro è una esperienza da fare e come ha scitto Baricco: “Se lo lasci suonare, quel libro, quel che senti è musica”.

Luca Celani

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