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Crocifisso? C’è chi dice no…ma anche si!

E’ giusto mantenere il crocifisso nelle scuole nonostante il principio di laicità dello stato? La questione in causa venne sollevata per la prima volta nel 2002 da Soile Lautsi Albertin, cittadina italiana di origini finlandesi. La donna chiese all’ Istituto Statale Vittorino da Feltre di Abano, frequentato dai suoi figli, di rimuovere i crocifissi collocati all’interno delle classi in quanto “simbolo di violazione della libertà di culto degli studenti”. Ovviamente, Soile Lautsi Albertin non venne mai ascoltata. Nel 2007, però, la Corte di Strasburgo le dà ragione e stabilisce che lo Stato italiano deve risarcire la donna di cinquemila euro per danni morali.

In seguito, l’accaduto ha sollevato un polverone di polemiche, infatti il governo e la Chiesa definirono tutto ciò come una sentenza sbagliata. Noi di “SottoBanco” ci siamo interessati alla questione ed abbiamo chiesto  il parere di due professoresse all’interno del nostro liceo: la docente di storia e filosofia Paola Bordoni e l’ insegnate di religione Giuseppina Bruscolotti.  La prima professoressa ha affermato: “ Tutte le religioni sono ammesse, ma l’esposizione di simboli religiosi è un’altra cosa”. Inoltre la docente ha espresso la sua ammirazione per il modello adottato in Francia, ovvero la scelta di non esporre nessun simbolo religioso. “Tutti i luoghi pubblici, come scuole ed uffici, dovrebbero rispettare la fede di tutti . Il crocifisso ha un valore: è simbolo di cultura e sofferenza, infatti , personalmente, non mi reca nessun fastidio.” Inoltre aggiunge: “ Penso che non ci sia bisogno del crocifisso per accrescere la fede, anzi credo che dovrebbe essere solamente un simbolo interiore”. Infine la professoressa suggerisce che sarebbe più consono appendere nelle aule il ritratto del nostro presidente della repubblica, in quanto edificio pubblico. La seconda docente dichiara: “ Il crocifisso nei luoghi pubblici rispetta l’inclinazione dell’uomo ad anelare all’infinito. Circa la questione che lo stato è laico… appunto laico, non intollerante! Quindi ben vengano i simboli religiosi. La storia ci insegna – sottolinea la professoressa Bruscolotti- che là dove i simboli religiosi sono eliminati questo ha scaturito appiattimento, povertà di cultura e di mezzi, intolleranza, egoismo. Quindi il rispetto delle varie fedi è doveroso e apre all’altro. Inoltre, il Crocifisso – conclude la docente- è sinonimo di altruismo eroico perché è l’emblema di colui che per amore ha sacrificato se stesso. Trasmette la logica dell’amore, non della chiusura.”

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