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Vivere da precario, intervistiamo i prof!

Una semplice intervista a due dei nostri professori del liceo per comprendere le difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro. Tutto quello che spesso vediamo o sentiamo per televisione lo ritroviamo poi sotto casa o in classe…

Qual è il motivo per cui ha scelto questo lavoro?   

“Prof. Perri:  la mia scelta deriva da una vocazione, già da bambino giocavo a fare il maestro. Il mio sogno, sinceramente, era di insegnare all’università, ma viste le difficoltà ho provato ad inserirmi nel mondo delle scuole superiori”.

“Prof. Zafferami: è una scelta che riguarda principalmente il mio amore per lo sport e per l’attività fisica”.

Da quanti anni è che insegna?

“Prof. Perri: insegno da quasi sette anni, precisamente ho iniziato nel 2005”.

“Prof. Zafferami: posso dire di aver iniziato ad insegnare ben 32 anni fa facendo supplenza nel 1980 proprio in questo liceo. Ho interrotto per alcuni anni, quindi complessivamente ho insegnato circa 27 anni”.

In quali e in quante scuole ha insegnato?

“Prof. Perri: circa 10, in Lombardia, in Calabria (che è tra l’altro la regione in cui sono nato), in Basilicata, in Umbria e perfino all’estero, in Spagna, precisamente ad Edad Réal y Puertollano (Castilla La Mancha), dove ho insegnato italiano”.

“Prof. Zafferami: nelle graduatorie ho indicato solo la provincia di Perugia, quindi, sebbene abbia girato molte scuole, sono rimasto nei dintorni. Ho insegnato a Cascia, a Castiglion del Lago, a Spoleto, a Foligno, a Bastia, a Perugia…”

Come definisce la sua vita da pendolare o da precario?

“Prof. Perri: sicuramente difficile, anche dal punto di vista economico non si ha mai nessuna certezza, infatti io che sono un fuorisede, oltre alla nostalgia della mia terra e della mia famiglia, mi trovo a sostenere numerose spese, tra cui l’affitto”.

“Prof. Zafferami: io posso tranquillamente definirmi “precario per eccellenza”. Ho fatto numerosi concorsi, ottenendo sempre buoni risultati. Purtroppo, però, la situazione è difficile anche con la crisi economica italiana, in effetti cresce sempre di più il numero dei precariati. Certo non è semplice, nemmeno per me che ci convivo da circa 30 anni”.

Ha sogni o aspettative future?

“Prof. Perri: sicuramente spero in un posto fisso,per  almeno 20, 30 anni. Sono giovane, ma le difficoltà ci sono, quindi mi auguro di ottenere la cattedra al più presto”.

“Prof. Zafferami: sono tanti anni che aspetto un’immissione di ruolo, come ho detto da circa 30, ma quest’anno ci spero ancora di più, perché dall’ultimo concorso sono risultato primo”.

Eleonora Marcuccini.

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