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“I Cani” cantano una generazione, la nostra

I Cani – Il Sorprendente Album D’Esordio Dei Cani

Anno: 2011

Casa Discografica: 42 Records

Prezzo: 10

Tracce: 11

 “I critici musicali ora hanno il blog. Gli artisti in circolo al Circolo degli Artisti. I falsi nerd con gli occhiali da nerd. I radical chic senza radical. (…) Mentre aspiranti DJ aspirano coca aspiranti attrici sospirano languide con gli autori tv, gli stagisti alla Fox, i registi di clip. I falliti, i delusi, i depressi, i frustrati”. (Velleità) 

Poche righe bastano a riassumere l’album d’esordio dei Cani, una one-man-band nata a Roma che in questo periodo gode di straordinaria popolarità soprattutto sul web. Melodie elettriche, sintetizzatori, ritmi martellanti e facili da ricordare sono al servizio di testi intelligenti, mai scontati che raccontano la Roma più underground, quella dai locali “cool” e degli artisti. Ambienti che nel disco appaiono superficiali e annoiati ma che si capisce frequentati dai Cani stessi (Door Selection, I Pariolini di Diciottanni). Nell’album però c’è spazio per altro come gli amori e le relazioni finite male (Le Coppie, Perdona e Dimentica), la vita quotidiana, il lavoro e qualche citazione cinematografica come in Wes Anderson, tributo all’omonimo regista Ascoltandolo ci si accorge di come le canzoni, anche se a volte un po’ ripetitive, hanno tutte una loro identità comprese le due tracce riempitive e di come sembrino figlie della nuova cultura di cui siamo testimoni, una cultura sintetica, minimalista che bada all’apparenza e alla forma, che si perde nei dettagli rinunciando ad una visione di insieme. Microcosmico, è questo l’aggettivo che meglio descrive il sorprendente album d’esordio dei cani. Perché riescono a descrivere una generazione in 36 minuti e 55 secondi e perché lo fanno bene, in un modo nuovo per la musica italiana stupendo per la facilità con cui ci si riconosce in quello che cantano e per la facilità con cui se ne prendono le distanze. E’ così che cantano infatti nell’ultima traccia dell’album, Wes Anderson:

 ” E i cattivi non sono cattivi davvero. E i nemici non sono nemici davvero. Ma anche i buoni non sono buoni davvero, proprio come me e te”.

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