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Sottobanco e la politica: intervista a Simone Mattia Berrettoni dei Giovani Democratici

Nonostante i suoi numerosi impegni in politica e lo studio per l’università, Simone Mattia Berrettoni, Segretario dei Giovani Democratici della città di Todi, concede un’intervista a Sottobanco. Il nostro giornalino scolastico incontra così la politica.

Perchè un ragazzo giovane come te si interessa di politica?

“Per prima cosa vorrei farvi i complimenti per aver avuto l’idea di creare un blog di informazione liceale che, data la varietà di argomenti trattati, può rivelarsi un utile strumento che serve a noi giovani per farci un’idea concorde, discorde o simile, ma con sfumature diverse su tematiche che, vuoi per il ritmo frenetico della giornata, vuoi per interessi differenti, non riusciamo a trattare. Ma veniamo alla domanda. Perché mi interesso di politica? Semplice, perché la politica si interessa di me e io non voglio di certo restare ad aspettare che qualcuno decida ciò su cui anche io potrei decidere. Mi interesso perché credo nell’impegno diretto per la costruzione di una società migliore, impegno verso gli altri, volto all’ascolto dei problemi, soprattutto dei più giovani, e alla loro risoluzione nel modo migliore e più condiviso possibile”.

Perchè hai deciso di fare capo proprio ad un partito di centro-sinistra come il pd?

“Quando ho fatto la tessera del Partito Democratico, nel 2010, mi ricordo di aver mandato una mail proprio al Segretario perché non sapevo a chi rivolgermi per farla. Prima però ho letto lo statuto e il codice etico del PD e in accordo con questi e con la linea politica seguita dal partito la ho fatta. Non nascondo che l’idea era quella, oltre ad aderire al PD, anche di ricreare una giovanile, un punto di riferimento per i ragazze e le ragazze che volevano affacciarsi al mondo della politica, con serietà e divertimento al tempo stesso. Infatti da lì a poco sono stato eletto dal congresso Segretario dei Giovani Democratici. Si è creato un bel gruppo di ragazzi che hanno aderito, non solo tesserati del PD, ma anche giovani che non avevano la tessera. Colgo così l’occasione per ricordare che i Giovani Democratici sono un’organizzazione giovanile autonoma con proprio statuto e propri organismi”.

Perchè secondo te i giovani fanno fatica ad avvicinarsi alla politica?

“Io non credo che i giovani facciano fatica ad avvicinarsi alla politica, bisogna soltanto dar loro la possibilità di farlo. Quante volte fuori da un bar o da un pub troviamo gruppetti di ragazzi che parlano della realtà che vivono tutti i giorni? A me capita spesso di sentire discorsi come: “Cavolo con 5 euro prima facevo il pieno al motorino e ora arrivo a mala pena a metà” o “Mio fratello ha finito le superiori e non riesce a trovare lavoro ” oppure “Si parla di differenziata e nei luoghi pubblici c’è ancora il cestino unico“. Voi pensate che dalle opinioni di questi ragazzi non possano venire soluzioni che risolvano questi problemi? Io sì. E questa non è politica? Basta soltanto dare a questi giovani un luogo dove discuterne e mettere in atto quello che chiedono”.

Quali sono le iniziative che la sezione giovanile del pd intende portare avanti nei prossimi mesi?

“Vorrei innanzi tutto far notare l’eccezionale risultato che il candidato del Partito Democratico, Carlo Rossini, ha ottenuto alle primarie. Più del 51% dei votanti lo ha designato come candidato sindaco del centro-sinistra. In quell’occasione più di 1800 votanti si sono espressi e fra questi anche molti ragazzi e ragazze, cosa che a noi Giovani Democratici fa veramente piacere. A questo punto inizia per noi la fase 2, sempre caratterizzata come la prima dal far conoscere la giovanile e a renderla presente nel territorio, avviando inoltre un lavoro di sostegno al candidato e alla coalizione in ogni iniziativa e proponendo idee da inserire nel programma elettorale. Ovviamente, idee che dovranno venire dai giovani per i giovani”.

Berlusconi si dimette e Monti diventa presidente del consiglio. Un bene o un male?

“Onestamente non mi “vanno a genio” nessuno dei due, Berlusconi perché ha governato, escludendo il periodo 2006-2008, dal 2001 al 2011, dieci anni in cui ha fatto nulla per il Paese se non alimentare il discredito della politica, Monti perché non sono un’amante dei governi tecnici. Comunque a prescindere da questo, credo che il Presidente Napolitano abbia compiuto un gesto di grande responsabilità nei confronti del Paese affidando l’incarico a Monti, in quanto se avesse gestito la crisi di governo nella direzione dello scioglimento anticipato del Parlamento, cosa che il diritto costituzionale permette, e perciò si fosse andati ad elezioni anticipate, a quest’ora l’Italia sarebbe in una situazione di default. Per intenderci: senza drastiche misure (non attuate con progressività negli anni precedenti!) il rischio di fallimento si sarebbe concretizzato. Si può discutere sulla qualità delle misure da adottare, su questo sono perfettamente d’accordo, ma mi viene da sorridere quando i partiti che non appoggiano questo governo chiedono le elezioni pur sapendo a cosa si va incontro; stanno soltanto cavalcando l’onda dei problemi per prendere qualche voto in più alle prossime elezioni. Berlusconi ci diceva che tutto andava bene ma ci ha consegnato un Paese seriamente a rischio”.

Fatima El Matouni

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