./Italia

Una scuola sempre più “multicolore”

Sono sempre più numerosi gli stranieri tra i banchi delle scuole italiane, che in quest’anno scolastico hanno superato le 700 mila unità( il 10% del totale degli iscritti). Un numero sempre crescente basti pensare che in soli 10 anni, tra il 2000 ed il 2010, gli studenti con cittadinanza non italiana sono aumentati di circa il 400%.Studenti provenienti da ben 200 nazioni ,di sedici religioni differenti;albanesi (49.965), marocchini (42.128), romeni (27.627),le tre nazionalità più
rappresentate. Ognuno ha la sua lingua ,la sua religione, le sue tradizioni e le sue ricorrenze.
Due terzi degli studenti extracomunitari sono arrivati dall’estero con i genitori o in seguito a ricongiungimenti familiari, gli altri sono nati e cresciuti nel nostro paese, ne conoscono la lingua e, hanno da tempo familiarizzato con la cultura e la mentalità italiana. La quasi totalità di
questo universo giovanile è destinato a rimanere qui, la scuola rappresenta dunque il più importante strumento per costruire una convivenza multietnica in un Paese che conta già 4 milioni di extracomunitari. Perché però questo avvenga sono necessarie due condizioni:  investimenti cospicui da destinare all’insegnamento della lingua italiana e una proposta fromativa volta a costruire un equilibrio tra richiamo delle origini e integrazione nella nuova realtà. Per favorire l’inserimento di un giovane straniero, oltre che corsi di lingua, è stata introdotta una nuova figura, quella del mediatore culturale. Il suo compito è facilitare l’inserimento dell’alunno senza che egli risenta troppo del salto culturale. Altro punto fondamentale è l’approccio interculturale, inteso come attenzione alla diversità. Numerose sono le iniziative lodevoli: in alcune mense scolastiche, vengono serviti accanto a quello italiano, vari altri menù: musulmano, ebraico, cinese e vegetariano; in altre scuole i genitori stranieri sono stati incoraggiati a organizzare per i compagni di scuola dei figli incontri a tema, con canti, danze e cibi tipici dei loro Paesi, a descrivere le usanze, le credenze e le tradizioni. Iniziative promosse per lo piu all’interno delle scuole primarie dove troviamo il 35,8% di bambini extracomunitari. Il numero diminuisce con l’ingresso negli altri cicli studio , il  22,3% si trova alle medie, il 21,6 alle superiori. Arrivati alle scuole secondarie di secondo grado gli extracomunitari optano in media per  istituti professionali il 40,4%, i tecnici il 38%, i licei il 18,7% e gli artistici il 2,9%. Anche all’interno del nostro liceo vi è numero consistente di studenti extracomunitari 53), relativamente alle statistiche italiane, la maggior parte proviene dalla Romania (14), seguita da Albania (9), Moldavia (7), Marocco (6), ma anche dall’ Ucraina, India, Stati Uniti,Filippine, Venezuela, per citare alcuni dei 20 paesi d’origine di questi ragazzi. Per la loro integrazione il liceo Jacopone organizza corsi di lingua italiana pomeridiani, tenuti dalla professoressa Perari. Ma accanto a questi progetti, che come nel nostro caso, le scuole incentivano da sé,sono state presentate  mozioni della camera dal carattere fortemente selettivo. Come quella di “politica di discriminazione transitoria” presentata dal capogruppo della Lega Roberto Cota nel 2008 , la quale prevedeva un test d’accesso per gli studenti stranieri nelle scuole dell’obbligo e, in caso questo non fosse stato superato, la frequenza in una ”classe ponte”, in cui si sarebbe studiato l’italiano e tenute lezioni di educazione civica. O ancora con la legge Gelmini costituzione di un tetto massimo del 30% di alunni extracomunitari per ogni classe, che ha portato alla chiusura di numerose scuole, specie nelle grandi metropoli. Leggi atte all’integrazione o all’emarginazione?
Camilla Valli 

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