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Corsa alla White House

Riforma dell’immigrazione, lotta al commercio abusivo, rilancio economico. Quello che si ripropone nella sua seconda campagna elettorale il Presidente americano Barack Obama è un ambizioso obiettivo che dovrà però fare necessariamente i conti con lo schieramento repubblicano, il quale non rinuncerà per certo a dire la sua in merito.
L’America che Obama descrive nel suo primo discorso di presentazione elettorale è un Paese costruito per durare, ‘’Built to last’’ dice lui, una nazione che ha vissuto sotto la sua presidenza grandi successi amministrativi, specie contro il terrorismo fondamentalista islamico capeggiato da Osama bin Laden.
Se da una parte durante la sua legislatura il primo presidente afroamericano ha accolto consensi grazie alle sue riforme come l’assistenza fiscale alle famiglie a basso reddito e la promessa di un’assicurazione sanitaria a coloro che non possono permettersela, d’altro canto non è tutto oro quello che luccica. Obama può contare una fitta schiera di agguerriti oppositori I più diffidenti i conservatori, che temono una fine paragonabile a quella dell’Europa in piano economico, ma anche i repubblicani: “Obama ha abbandonato l’America così come il comandante della Costa Concordia ha abbandonato la sua nave”, ha detto Reince Priebus, il capo del National Committee del Partito repubblicano. L’accusa pare nasca dalla campagna elettorale del Presidente che secondo i repubblicani non solo lo distoglierebbe dall’attività politica, ma lo porterebbe ad affossare il Paese, non lasciando via di scampo ai cittadini.
Per risollevare la sua figura ed ottenere consensi soprattutto dalla componente giovanile, il Presidente si è connesso in via webcam dialogando e rispondendo ai quesiti dei più giovani riscuotendo così enorme successo. Le domande infatti, che spaziavano su programma elettorale fino ad arrivare a problemi più concreti quali l’aumento del costo del petrolio, hanno ottenuto risposta e i giovani si sono sentiti più vicini alla politica.
Sarà però sufficiente tutto questo perché Obama ottenga una seconda rielezione?
Intanto il Partito Repubblicano non perde tempo e martedì 3 gennaio hanno avuto inizio in Iowa le primarie repubblicane che si protrarranno sino a giugno in vista delle elezioni presidenziali americane che si terranno il 6 novembre 2012.
Sono 5 i candidati che combattono per ottenere la candidatura alla presidenza per il partito repubblicano.
Il maggiormente favorito è il moderato Mitt Romney, sostenuto dai vertici del partito. Il principale avversario interno che si staglia all’orizzonte è Ron Paul, arrivato terzo in Iowa e secondo nel New Hampshire.
Altro candidato è il conservatore Newt Gingrich, volto noto della politica americana. New entry è invece il giovane e carismatico Rick Santorum, vincitore inaspettato delle primarie in Iowa.
Tra i più quotati anche il maldestro Tea Party Rick Perry.
Il primo stato toccato dalle elezioni primarie è stato l’Iowa dove smentendo i pronostici ha avuto la meglio Santorum con il 24.56% dei voti superando di pochissimo il rivale Romney. E’ stata poi la volta del New Hampshire dove con il 39.25% dei voti ha imporsi è stato Romney. Altri trionfi per Romney in Nevada con ben il 50% dei voti, in Maine con il 39% e in Florida con ancora il 50%.
Santorum tiene testa all’avversario e fa tris di vittorie in Minnesota (44,8) ,Colorado (40,2), e Missouri (55,2%).
Piccolo successo anche per il candidato conservatore Gingrich in South Carolina, che si aggiudica la votazione con una percentuale del 40,37%.
La sfida è aperta fino a Giugno intanto gli ultimi sondaggi, aperti anche sul social network Facebook, danno Romney per vincitore assoluto al 32 per cento, seguito da Newt Gingrich al 23 per cento. Rick Santorum si attesta introno al 12, Ron Paul al 10.

Benedetta Frassineti  e  Camilla Valli

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