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Dibattito a “volto coperto”: il problema del velo

Dibattito a volto coperto: il problema del velo (foto velo e no)

La questione del velo: un dibattito senza fine che ha diviso e continua ancora a dividere l’opinione pubblica. Numerose leggi che sono state emanate pro e contro il velo. La prima proibizione risale al 1989 in Francia, dove alcune ragazze musulmane si presentano a scuola con il velo hidjab e la direzione scolastica del liceo decide di sospenderle dalle lezioni. La cronaca del caso e le conseguenti polemiche hanno visto scendere in campo intellettuali, politici, giudici, mass-media e gente comune. L’ultimo caso, invece, viene dall’Olanda, dove a pochi giorni dalle elezioni il Burqa viene vietato per legge. Il governo presenterà un disegno di legge che vieta di nascondere il volto in luoghi pubblici e semipubblici. Lo ha confermato il ministro per l’Integrazione e l’immigrazione Rita Verdonk, che punta proibire anzitutto al niqab, il velo integrale islamico. Secondo la normativa, in luoghi come cinema, teatri, treni, stazioni, aeroporti, in strada e negli autobus sarà vietato coprire il viso. Per quanti riguarda la posizione dell’Italia il giornalista d’origine egiziana Magdi Allam, esperto di questioni mediorientali, afferma che l’Italia del “buonsenso”, boccia il velo integrale ma salva il velo parziale delle donne musulmane, e la tesi sembra raccogliere il consenso di una maggioranza dell’insieme della classe politica e, forse, dell’opinione pubblica italiana. L’Italia assume una posizione mediana quindi tra chi è del tutto contrario al velo (gli Stati laici della Turchia, Tunisia e Marocco) e chi impone il velo alle donne (Arabia Saudita, Iran, Afghanistan, i Fratelli Musulmani e gli ideologi wahhabiti tra cui spicca Osama Bin Laden). Secondo i musulmani più integrati e moderati portare il velo è una scelta autonoma, a volte compiuta contro il volere dei genitori. Tale scelta esprime una ricerca o una rivendicazione di identità da parte di un gruppo marginalizzato. Secondo la scrittrice Iraniana Chahla Chafiq ciò non è vero e a conferma di ciò afferma: “Il fondo del problema filosofico del velo si esprime in un fatto molto semplice ed evidente: gli uomini non si velano. Nel mondo cosiddetto musulmano la questione della libertà della donna è una questione sociale e politica importante. Si tratta di un rapporto di forze: non tutti nel cosiddetto mondo musulmano sono a favore del velo, anzi molti sono contrari e molte non si velano, altri sono non credenti. Ma in occidente il mondo islamico viene sempre immaginato molto omogeneo e l’islam viene considerato un fattore identitario”. In opposizione alle tesi “anti-velo” molti musulmani rispondono che l’esigenza di velare il corpo, specie della donna è diffusa in tutte le culture del Mediterraneo e tuttora sopravvivono in determinati contesti. Anche il Cristianesimo conserva la simbologia del velo:. ancora oggi, le suore portano un velo che nasconde completamente i capelli. Anche la sposa cristiana indossa un velo, simbolo di purezza e di castitàOgnuno ha le proprie tradizioni e resta solo da chiedersi se siamo proprio noi le persone giuste per giudicare le scelte di vita altrui.

 

Eleonora Marcuccini

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