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Omosessualità una malattia da “curare”?

Se si digita “omosessualità” su Google, la parola viene immediatamente associata ad un altro sostantivo: malattia. Possiamo, dunque, stabilire che l’orientamento sessuale di una persona sia determinato da una qualche anomalia psichica? Nel mondo dell’antica Grecia, l’omosessualità non era solo una “tendenza” ben vista, ma anche molto praticata sia dagli uomini che dalle donne, basti pensare alla straordinaria poetessa Saffo. Successivamente alla conquista della Grecia, anche nell’antica Roma i comportamenti omosessuali erano ben accetti come possono dimostrare gli scritti dei grandi poeti latini Catullo e Lucrezio. La civiltà odierna ha forse subito quindi un regresso? I dati parlano chiaro: ancora oggi vi sono almeno 70 paesi in tutto il mondo in cui l’omosessualità è illegale e perseguibile con ergastolo o pene capitali. In Italia la decriminalizzazione dell’omosessualità non è mai avvenuta, seppur  non sia illegale dato che non viene menzionata nella Costituzione. Recentemente è stato effettuato un sondaggio grazie al quale si è riscontrato che le donne sono più tolleranti, riguardo l’omosessualità, per un 8% in più rispetto agli uomini. Inoltre esistono importanti differenze geografiche: nell’Italia Settentrionale il 71,2 % dei testati accetterebbe il figlio gay, nel centro il 58,4 % e nell’Italia Meridionale solo il 43,6 %. Lo sviluppo del fenomeno omosessuale ha spinto le diverse religioni verso uno schieramento preciso, un giudizio che è prevalentemente negativo. La fede che più duramente punisce l’omosessualità è quella islamica, la quale prevede la pena di morte. Inoltre la Chiesa cattolica afferma che chi ha relazioni con persone dello stesso sesso deve essere trattato ugualmente con “dignità e rispetto”, ma al contempo richiede loro la castità; nel documento emanato dalla Congregazione per la dottrina della fede e firmato da Joseph Ratzinger la Chiesa si esprime con tali parole: “Occorre invece precisare che la particolare inclinazione della persona omosessuale, benché non sia in sé peccato, costituisce tuttavia una tendenza, più o meno forte, verso un comportamento intrinsecamente cattivo dal punto di vista morale. Per questo motivo l’inclinazione stessa dev’essere considerata come oggettivamente disordinata”. Come mai ancora nel XXI secolo l’uomo si pone il problema di curare l’omosessualità come fosse un disturbo della personalità? Perché si cerca ancora di appiattire qualsiasi forma di diversità?

Elena Giorgi

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2 thoughts on “Omosessualità una malattia da “curare”?

  1. I motivi storici a causa dei quali nel nostro paese l’omosessualità equivale ad un argomento tabù sono noti, forse sarebbe più interessante approfondire l’iter di questo approccio intellettuale della Chiesa cattolica piuttosto che informarsi su quanto delle religioni a noi (quasi) estranee, come l’islamismo, dicano a riguardo. Soprattutto non paragonerei in maniera troppo superficiale l’omosessualità nel mondo classico a quella della nostra società contemporanea, certo è da sottolineare l’esistenza di questo fenomeno presente sin dagli albori della nostra cultura occidentale e magari parlarne in maniera più approfondita anche a scuola, durante un’assemblea d’istituto. A me piacerebbe molto poter realizzare una lezione del genere, o quanto meno parteciparvi. Questo è un tema che troppo spesso, per il modo in cui viene affrontato, rischia di diventare un cliché.

    • Sicuramente ho affrontato l’argomento “omosessualità nel mondo classico” un pò superficialmente, su questo ti do ragione. Ma per quanto riguarda l’omosessualità nelle religioni ho pensato di evitare il solito accanimento contro la religione cattolica e di apportare dati riguardanti religioni che, come dici tu, sono a noi (quasi) estranee e proprio per questo volevo cercare di dare un’ampia visione di questa problematica anche per constatare quanto questo fenomeno omofobo sia esteso. Comunque sono totalmente d’accordo con te riguardo all’idea di affrontare questa tematica in una prossima lezione durante l’assemblea d’istituto, potrebbero venir fuori cose interessanti.

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