Interviste

SottoBanco incotra i The Dopers, una coverband tutta liceale

SottoBanco incotra i The Dopers, una coverband tutta liceale

Dopo varie formazioni forse i “the dopers” sono arrivati alla “line up” definitiva con i primi successi, molti sogni e progetti futuri. I componenti si raccontano a “SottoBanco”, spiegando come tutto é iniziato e cosa vedono all’orizzone.

The dopers, come nasce questo nome?

Il nome nasce da una canzone degli Weezer, il gruppo di cui facciamo le cover, chiamata Dope Nose da cui siamo partiti per creare il nome”.

Com’è nata l’idea del gruppo e quali sono stati i primi passi?

Il gruppo è nato da uno già esistente, i Blue Monday, formato da 4 componenti che, vista la comune passione per gli Weezer, hanno pensato di tentare un nuovo progetto, visto che in tutta Europa siamo attualmente l’unica loro cover band. Nonostante tutti in precedenza abbiamo fatto parte di altri gruppo pensiamo che questa sia la formazione definitiva con: Nicolò Montori alla Voce, Riccardo Primieri alla Batteria e ai Cori, Leonardo Tommasi alla Chitarra e ai Cori, Leonardo Parasecolo al Basso e Florin Smolevski alla Seconda Chitarra ”

Quali sono stati i concerti che avete realizzato? Ne avete anche altri in programma?

Il primo concerto con questa formazione è stato alla Consolazione, una esibizione adrenalinica e piacevole nel vedere il pubblico partecipare attivamente, altri concerti sono stati alla festa di fine anno del liceo, al Tuderock, alla festa di Halloween al Vignola. Il prossimo concertò sarò sabato all’Olandese Volante. Per il futuro, pensando ai sogni più realizzabili, ci piacerebbe suonare in un locale di musica underground, come l’Urban anche se la massima aspirazione sarebbe di poter vivere di musica”.

Che cosa significa per voi fare cover di un gruppo già esistente?

Tutta l’estate ci siamo concentrati nel preparare le cover, questo però non significa copiare ma fare un vero e proprio omaggio a questo gruppo che ci piace e che consideriamo anche divertente. Sicuramente per allargare il nostro pubblico pensiamo di registrare le cover cantate da noi in modo che, quando andremo a suonare in un locale, il pubblico avrà già sentito come cantiamo. Questo è sicuramente molto importante per noi ed è tra i nostri progetti”.

Che altro bolle in pentola? Avete in programma dei pezzi inediti?

Già da quest’autunno abbiamo iniziato a scrivere canzoni originali che ancora rimangono inedite, anche se forse già da sabato 3 marzo proveremo a suonarle e continueremo a farlo durante i live successivi. Questi saranno la prova del nove che ci dirà se continuare su questa strada o se abbandonarla a seconda di come il pubblico accoglierà la novità. Per scrivere i testi ci basiamo soprattutto sulle emozioni e sulle esperienze di vita, ma anche su riflessioni personali. L’affiatamento che si è creato grazie al progetto delle cover e il feeling che si è instaurato tra di noi aiuta molto , inoltre pensiamo di scrivere le canzoni in inglese in quanto è ormai la lingua universale”.

Le prime tre parole a cui pensate, riferite alla musica.

Passione, sogno, donne”

Avete letto il nostro giornalino?Che ne pensate?

E’ una bella iniziativa che non dovrebbe mancare in nessuna scuola, è un modo per entrare nella vita scolastica e per permettere anche a gruppi come noi di poter dire la loro e di farsi conoscere. Solo un piccolo consiglio, anche se non per tutti, secondo noi sarebbe comodo distribuire qualche copia cartacea anche solo da affiggere all’albo”.

L’intervista sta per finire, lanciate un messaggio ai lettori…

The answer is blowing in the wind”

Sara Fraolini


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