Interviste

SottoBanco incontra i Baskerville Hound

Anche questa settimana Sottobanco incontra uno dei gruppi musicali del panorama tuderte. A concederci un’intervista questa volta sono i Baskerville Hound. Rispondono alle nostre domande Lorenzo Allegri e Francesco Rippa, rispettivamente batterista e cantante della band.

Quando e come nasce il gruppo e soprattutto perché questo nome?

Il gruppo nasce lo scorso novembre dalla nostra voglia di creare qualcosa di veramente particolare. L’idea era inizialmente quella di mettere su una cover band di Avril Lavigne e Britney Spears. Ne abbiamo così parlato con due nostri amici musicisti, a cui la cosa è subito piaciuta. Così, tra vari cambi di line-up, è nato il nostro gruppo, che ora è composto da Francesco Rippa alla voce, Ugo Rizzoli alla chitarra solista, Lorenzo Pompili alla chitarra ritmica, Marco Ruspolini al basso e Lorenzo Allegri alla batteria. Ovviamente, come sapete, l’idea iniziale è stata abbandonata e il repertorio è completamente diverso da quello pensato all’inizio.

Siete comunque una cover, giusto? Di quali gruppi allora?

Sì, siamo una cover band. Per lo più riproponiamo pezzi dei “Trivium” e dei “Pantera”. Abbiamo già fatto alcuni live con questo repertorio, come nel caso dell’ultima festa di carnevale del liceo. Da un po’ però c’è in cantiere l’idea di iniziare a suonare pezzi nostri. Abbiamo già scritto qualcosa. Per il momento a comporre sono Ugo per quanto riguarda la musica e Lorenzo per i testi. Piano piano, una volta preso il via, proveremo un po’ tutti a scrivere qualcosa. Comunque il genere che abbiamo scelto è Progressive Death Metal.

Quindi tra i progetti futuri c’è questa idea di proporre pezzi vostri?

Sì, ma non solo. In programma ci sono anche la registrazione di una demo e una stretta collaborazione con i “Notfound”, un gruppo emergente nel panorama metal italiano. Siamo già in contatto con il cantante del gruppo. L’idea è quella di mandargli, una volta prodotta, la demo e di organizzare eventualmente un evento per suonare insieme.

Quanto è difficile per dei ragazzi come voi suonare in un contesto come quello tuderte?

È veramente difficilissimo, soprattutto per chi ha un repertorio come il nostro. Diciamo che verso un genere di musica come il metal la gente qui ha un po’ i paraocchi, forse perché abituata ad un genere più tradizionale. Noi invece, scegliendo un metal progressive, abbiamo optato per qualcosa di diverso. La nostra è stata una sfida. E poi a Todi non ci sono luoghi veramente adatti per il metal. Abbiamo già suonato in alcuni pub, ma posti così sono decisamente più adatti ad un tipo di musica più tranquillo, come può essere il rock ad esempio.

Bene, l’intervista sta per concludersi. Per chiudere ditemi tre parole che vi vengono in mente quando pensate alla musica.

Valvola di sfogo, passione, amicizia.

Fatima El Matouni

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