Liceo

Il dilemma dell’università, il liceo si muove per informare i ragazzi

Obiettivo dei maturandi è quello di prepararsi al meglio per affrontare l’esame di fine anno, ma, poi, dopo tante fatiche, c’è un compito ancora più difficile da portare a termine: scegliere una facoltà universitaria. Come? Il nostro liceo organizza attività di orientamento e la professoressa Catia D’Amore ne è la responsabile. “Il liceo- afferma la docente- ha una figura strumentale che, per problemi della professoressa incaricata, è passata a me, questa figura media tra le università e gli alunni, riferendo proposte e organizzando incontri all’interno del liceo così è stato con la professoressa Lorenzetti, responsabile a livello universitario dell’orientamento, la quale ha organizzato un ciclo di conferenze per le terze classi”. Anche il preside Sergio Guarente ci tiene a farci sapere cosa pensa di quest’attività che fa si che i ragazzi di Todi escano dal guscio protettivo offerto dal liceo per avviarsi nel mondo vero e proprio dove è necessario abbandonare le paure, armarsi di coraggio e diventare sempre più autonomi. Guarente, infatti, precisa: “Abbiamo avuto un riscontro molto positivo dai ragazzi usciti dal nostro liceo: una buona percentuale ha superato test d’ingresso ad università a numero chiuso e di prestigio. Naturalmente poi, questi sono avvantaggiati anche per il futuro lavorativo, ottenendo anche contratti all’estero e testimoniando capacità di adeguamento ad un mondo del lavoro su scala nazionale e non più locale”. Anche i ragazzi hanno voluto dire la loro su come si è svolto l’orientamento e su come prenderanno questa scelta importante. La prima a parlare è Fedora Introppico, rappresentante del terzo A classico: “Tra le iniziative è stata molto interessante la conferenza con la Lorenzetti, che è riuscita a spiegare come andrebbe fatta la scelta e quali sono i parametri di cui tener conto: infatti, molto spesso, si guarda più alle prospettive lavorative a discapito di interessi personali. Si cerca un compromesso”. Ad avere delle idee simili, anche se con prospettive un po’ più drastiche, è Martin Franken, rappresentante del 5 A linguistico: “Per la scelta dell’università una delle opzioni più interessanti è l’estero: infatti, in Italia, non ci sono molti sbocchi lavorativi ed è molta l’incertezza se si guarda a lungo termine. Penso, però, che il livello delle università sia buono”. L’ultima a parlare è Giulia Quaglietti, rappresentante del quinto A scientifico, che fa un quadro sull’orientamento: “Gli studenti sono abbastanza autonomi per quanto riguarda l’orientamento: infatti, spesso, si informano da soli visto che le università offrono molte proposte anche se non sempre è facile accedervi, soprattutto per le università fuori dall’Umbria. Sicuramente informarsi è il presupposto essenziale per scegliere”.

 

Sara Fraolini

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