Liceo/Territorio

Così non va…

Che l’assemblea di istituto sia purtroppo  in crisi è un fatto incontestabile. I ragazzi vengono a scuola in un numero sempre minore e l’impegno di pochi volenterosi, che ancora tengono in vita questo prezioso strumento di incontro, non basta più. Questo non è un “requiem” ma la semplice analisi della realtà.

Siamo arrivati a questo punto a causa di una serie di piccoli errori: non ha aiutato la scelta di non contare l’assenza da scuola i giorni di assemblea, i giorni scelti per l’assemblea sembrano più aiutare a far ponte che non a stimolare la presenza di noi ragazzi, il comitato studentesco (forse a causa di qualche assemblea mal riuscita) non sembra molto motivato a cambiare rotta.  Se a tutto questo poi si aggiunge il completo disinteresse verso qualsiasi spazio auto gestito la frittata è fatta. L’assemblea libera senza contare presenze o assenze, sembrerebbe aver aiutato  la gran parte di studenti che preferisce stare sotto le coperte appena se ne presenta l’occasione.

A noi non ci interessa attribuire colpe ma come piccolo organo di informazione, non possiamo davvero non tacere davanti a tutto questo. Nel momento in cui scriviamo in teoria si starebbe svolgendo un’assemblea, di studenti ce ne sono pochissimi (di professori ancora meno) e la cosa forse più carina- a metafora delle condizioni di salute versa l’assemblea -è una pecora che bruca l’erba del chiostro. Qui Sottobanco, vi salutiamo.

Annunci

6 thoughts on “Così non va…

  1. Escludendo il disinteresse degli studenti, che c’è sempre stato, anche se mai come quest’anno io trovo vergognoso che siano stati appunto scelti dei giorni che come avete scritto voi sembrano più aiutare a far ponte che a stimolare la partecipazione, è ovviamente un piano ben congegnato per eliminarla definitivamente che se non fosse stato per l’iniziativa di qualche studente sarebbe già riuscito.

  2. L’assemblea d’istituto è un bene comune degli studenti, che quasi tutti danno per scontata mentre in realtà non lo è! Penso che si possa fare molto per vivacizzare la vita studentesca, ma per farlo servono studenti volenterosi e ben organizzati con motivazioni serie e proposte altrettanto serie. Purtroppo il clima non è questo e all’interno del liceo, almeno nel corso di quest’anno scolastico, non c’è stato nessuno che DAVVERO si sia impegnato a cambiare qualcosa. Il mio appello è rivolto verso l’intero corpo studentesco, ma in particolar modo verso i nostri rappresentanti d’Istituto dei quali non si è vista nemmeno l’ombra nella maggior parte delle assemblee finora organizzate.

  3. Questo è quello che dice la LEGGE…. per una buona volta rispettiamola
    LE ASSEMBLEE
    (Art. 2, comma 9 D.L. 297/94) La scuola garantisce e disciplina nel proprio regolamento l’esercizio del diritto di riunione e di assemblea degli studenti, a livello di classe, di corso e di istituto.
    (Art. 13 D.L. 297/94)
    1. Le assemblee studentesche nella scuola secondaria superiore costituiscono un’ occasione di partecipazione democratica per l’approfondimento dei problemi della scuola e della società in funzione della formazione culturale e civile degli studenti. Come rendere un’ assemblea studentesca un’ occasione di partecipazione se ben che vada ci sono a malapena 50 ragazzi di 450?? Nessuno si domanda il perché di così tanta noia nelle ore di assemblea, per non parlare di quei 20 minuti prima dell’ultima campanella?
    IL COMITATO STUDENTESCO
    4. I rappresentanti degli studenti nei consigli di classe possono esprimere un comitato studentesco d’istituto… ora mi chiedo dove era il comitato studentesco d’ISTITUTO per organizzare l’assemblea di questo mese? Dieci persone possono formulare così tante idee da rendere interessante e stimolante un’ assemblea per tutto l’intero istituto? Da sottolineare che il “comitato” si è riunito nella Biblioteca Comunale convocato da una rappresentante di classe..
    Quando qualcuno capirà la vera importanza delle assemblee forse si smoverà qualcosa.. o almeno lo spero..

  4. L’assemblea di ieri ha attirato più studenti rispetto alle altre. Ma il fatto è che molti sono venuti solo per giocare o osservare il torneo di calcetto. Dunque non si dovrebbero organizzare le assemblee più in base alle preferenze degli studenti che a quelle di alcuni del comitato studentesco???

    • Il comitato studentesco è formato però dai vari rappresentanti di classe che dovrebbero portare in seno all’assemblea le proposte dei compagni che li hanno eletti. Se gran parte dei rappresentanti se ne frega completamente e non si impegna a collaborare, non dobbiamo poi aspettarci che le “preferenze degli studenti” vengano ascoltate da sole.

      In più le assemblee dovrebbero essere varie e caratterizzate da un grande numero di lezioni e attività in modo che ognuno possa trovare qualcosa di interessante.

  5. Vorrei precisare alcune cose. Non scarichiamo sempre le colpe sugli altri. Come alcuni di voi hanno detto, il comitato degli studenti è composto da rappresentanti di classe che rappresentano la propria classe. Ora, le lamentele avvengono per quale motivo? Per la scarsa partecipazione alle assemblee di istituto ” a causa di una serie di piccoli errori: non ha aiutato la scelta di non contare l’assenza da scuola i giorni di assemblea, i giorni scelti per l’assemblea sembrano più aiutare a far ponte che non a stimolare la presenza di noi ragazzi, il comitato studentesco (forse a causa di qualche assemblea mal riuscita) non sembra molto motivato a cambiare rotta[…] L’assemblea libera senza contare presenze o assenze, sembrerebbe aver aiutato la gran parte di studenti che preferisce stare sotto le coperte appena se ne presenta l’occasione.”
    Tutto questo è stato deciso al primo comitato studentesco con una regolare votazione preceduta da un dibattito. A questa votazione nessuno si è opposto, nessuno era contrario a questa cosiddetta “calendarizzazione delle assemblee” e non si può neanche dire che non erano stati presentati i giorni in cui le assemblee si sarebbero svolte. Nessuno ha obbiettato, allora è facile criticare con il senno di poi. Ognuno si assuma la sua parte di responsabilità, inoltre per chi non lo sapesse, le assemblee aperte sono state istituite a causa della “banca ore” che permette ai professori di non venire a scuola il giorno dell’assemblea, rendendo impossibile per gli stessi l’appello delle 8:10. Come ci ha insegnato l’esperienza dell’anno precedente e come suggerisce (o almeno dovrebbe) il buon senso, non si può affidare l’appello ai rappresentanti di classe visto che alcuni sono minorenni. Allora com’è questa storia, quando fa comodo rivendichiamo il fatto che l’assemblea di istituto è un momento esclusivamente organizzato, gestito e dedicato agli studenti, però quando ne abbiamo bisogno andiamo ad elemosinare aiuto per la gestione dai professori?
    Per quanto riguarda i commenti all’articolo, intendo replicare dicendo che le idee per le assemblee di istituto vengono proposte dal comitato studentesco e non da 4 o 5 studenti, e io dal comitato studentesco, soprattutto quest’anno e soprattutto dagli studenti del triennio, di proposte ne ho viste ben poche. Questo è dimostrato dal fatto che i primi a mancare alle assemblee sono stati gli stessi rappresentanti di classe. La collaborazione deve avvenire da entrambe le parti, noi organizzatori abbiamo fatto il possibile per rendere interessanti le assemblee e per cercare di trattare argomenti che potessero interessare gli studenti, tanto è vero che abbiamo fatto passare dei moduli da compilare per proporre idee e/o desideri per le assemblee di istituto. Il risultato qual è stato? Che la maggior parte dei moduli non sono stati riconsegnati e quei pochi che abbiamo ricevuto erano stati compilati, diciamo così “per gioco” e poco seriamente.
    Per quanto il “comitato” che si è riunito nella biblioteca comunale, vorrei dire che nessuno dei rappresentanti di classe è stato informato formalmente dell’organizzazione del suddetto e inoltre molti non sono stati neanche contattati, credo che questo sia un gesto poco corretto, dato che organizzare l’assemblea di istituto e un momento a cui tutti i rappresentanti hanno il diritto e anche il dovere di partecipare. Il risultato ottenuto alle ultime assemblee organizzate da un altro comitato organizzativo qual è stato? Fallimentare direi, anzi, forse peggiore di quelli precedenti, visto che anche i cosiddetti “organizzatori” se ne sono andati prima del termine dell’assemblea.
    Non scaricherei sempre la colpa sugli altri per non accettare che il corso dei tempi e delle generazioni non è più in grado di apprezzare il significato di un momento così significativo come l’assemblea di istituto. Dal canto mio posso dire di aver fatto il possibile per risollevare le sorti di questo “evento”, ma d’altronde i tempi stanno cambiando, lo sappiamo tutti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...