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Attentato a Boston: dal terrore all’acclamazione

Dzhokhar Tsarnaev, 19 anni, ha scelto come ultimo nascondiglio una barca sul retro di un’abitazione della cittadina di Watertown.  Il ragazzo di origine cecena è stato tradito dalle macchie di sangue lasciate intorno all’imbarcazione. Queste tracce sono state il campanello d’allarme che ha spinto il proprietario della casa a contattare le forze dell’ordine. In seguito gli agenti, servendosi di un elicottero con rilevatore di calore, hanno potuto accertare la presenza di un corpo nella barca. Dopo aver utilizzato lacrimogeni per disorientare il ragazzo, affinché non ricorresse ad ulteriori esplosivi, le forze dell’ordine hanno concluso l’arresto ammanettando Tsarnaev. Dopo l’accaduto la gente, ed in particolare i cittadini di Boston, si è riversata nelle strade per festeggiare urlando “U-S-A, U-S-A” armati  di bandiere a stelle e strisce e del più profondo orgoglio patriottico. Atti liberatori da parte di persone che nelle ore precedenti erano state costrette a chiudersi in casa secondo un rigido coprifuoco. Infatti nelle 24 ore della spietata caccia all’uomo i trasporti pubblici erano stati interdetti, così come scuole, negozi e qualsiasi treno, soprattutto della linea che collega Boston a New York. “Si chiude un capitolo. Ma mancano ancora tante risposte”, ha commentato il presidente Barack Obama a seguito delle reazioni cittadine, forse inopportune.

In seguito è stato accertato che il ragazzo di origine cecena ha riportato ferite al collo e ad una gamba molto gravi, in quanto erano state originate nel conflitto a fuoco di ben 24 ore prima, in cui suo fratello maggiore Tamerlan, 26 anni, ha perso la vita nello scontro a fuoco con le forze dell’ordine.

I due fratelli Tsarnaev sono i presunti responsabili  dell’attentato di Boston che il 15 aprile 2013 ha terrorizzato gli Stati Uniti facendo esplodere due ordigni che erano abilmente nascosti nel cestino della spazzatura posti sul marciapiede in cui avveniva il traguardo della maratona della capitale del Massachussetts. L’accaduto ha causato 3 vittime, fra cui un bambino di 8 anni che aspettava il padre sulla linea di arrivo, e più di 140 vittime.

Ruslan Tsarni, zio dei due attentatori, ha dichiarato di provare vergogna per quanto commesso dai due nipoti che erano giunti negli Stati Uniti d’America nel 2003 e dove frequentavano l’università di Cambridge, nella periferia di Boston.

I media classificano l’accaduto come un fatto premeditato da molto tempo, infatti Tamerlan Tsarnaev, il maggiore dei due fratelli, aveva una pagina YouTube , nella quale erano presenti svariati video nelle categorie “Islam” e “Terrorismo”. Il movente è ancora sconosciuto. A conclusione di questa vicenda possiamo elogiare l’efficienza delle forze dell’ordine statunitensi, ma allo stesso tempo guardare con un occhio critico la gente scesa nelle strade a festeggiare: un atteggiamento del tutto fuori luogo per una vicenda che lascia ancora tutti sotto choc.

Elena Giorgi

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